Marco Liorni spiega il successo di Reazione a Catena

Da qualche settimana H indossa la celeberrima ■ giacca color blu elettrico, simbolo della trasmissione, e conduce con garbo ed entusiasmo Reazione a catena. Marco Liorni, padrone di casa dello storico quiz estivo di Raiuno, si sta cimentando, con ottimi risultati. con questa’nuova sfida televisiva. Liorni ci racconta le soddisfazioni di un’annata professionale davvero da incorniciare per lui e dalle colonne del nostro settimanale rivolge una romantica dedica a sua moglie Giovanna.

«Almeno non ho fatto danni»

Marco Liorni, che bilancio fai di queste prime settimane alla guida di Reazione a catena?

«Sono molto felice, per la prima volta mi cimento con un game show e. per fare una battuta, posso dire di essere molto soddisfatto di non aver “danneggiato” un programma così bello e così seguito. Ho preso pian piano le misure con questo nuovo ruolo e oggi mi sento perfettamente a mio agio in queste vesti. Gli ascolti sono positivi e non posso che essere grato al pubblico che, ogni sera, ci dimostra affetto, calore e fedeltà».

Anche tu, come da tradizione, indossi la famosa giacca blu che è diventata in questi anni un po’ il simbolo di questo quiz…

«Il colore non è casuale, ma è stato scelto sulla base della scenografia e dei cambi di luce. Posso garantirvi, però, che non è la stessa tutte le sere. Ne ho parecchie a disposizione!».

Marco Liorni molti dei concorrenti di Reazione a catena sono giovani. Che punto di osservazione ti offre questo programma sulle nostre nuove generazioni?

Conduttore Marco Liorni e la Reazione a Catena

«Una gioventù bella e capace di cui si parla sempre troppo poco in Tv. Giovani impegnati che studiano e lottano per costruirsi il proprio futuro. Mi piace anche il fatto che sono giovani anche molti dei nostri affezionati telespettatori».

In questo pubblico giovane, rientrano anche i tuoi tìgli?

«Sì, in particolare mia figlia Emma che ha quasi quindici anni e che ama molto Reazione a catena. Non lo segue perché c’è il suo papà, ma proprio perché apprezza il programma. La più piccola Viola, che ha otto anni, lo vede invece più per il papà. Il mio primogenito, invece, ha meno tempo a disposizione per via dei suoi impegni universitari».

Come commentano le tue gesta televisive?


«Mi prendono in giro, si divertono a farmi il verso. Prendono come spunto alcune frasi rituali del programma e ne fanno… la mia imitazione». ‘

Grande successo per questo tuo impegno estivo, altrettanto ne hai avuto nella stagione che abbiamo appena archiviato con Italia sì.’. Il programma del sabato pomeriggio di Raiuno ti ha regalato grandi soddisfazioni. Un risultato niente affatto scontato visto che vi scontravate con la corazzata Verissimo. Una soddisfazione doppia, visto che si tratta di un format ideato da te.

«E una fascia oraria complicata e proprio per questo abbiamo avuto la libertà di sperimentare e proporre qualcosa di nuovo. E andata molto bene, è un programma a cui tenevo molto e che avevo in testa da tanto tempo. Sul nostro Speaker/ Corner sono saliti premi Nobel, ma anche tanta gente comune. Storie serie, accanto a racconti di vita divertenti. Siamo molto felici e stiamo già lavorando alla prossima edizione».

«Storie belle, da portare alla luce»

Se toccasse a te salire su quel podio che è diventato il simbolo della tua trasmissione, che cosa ti piacerebbe dire?

«Sul fronte privato, parlerei del rapporto con mia moglie Giovanna a cui ogni giorno dovrei dire grazie. Su un versante più ampio, invece, mi piacerebbe raccontare le ragazze e i ragazzi dell’Italia di oggi. Storie belle e positive che vengono poco messe in luce. Si tratta di giovani che hanno il diritto di crescere e formarsi in un Paese in cui attorno devono percepire non già sfiducia, rassegnazione e pessimismo.

ma positività. Se ti senti in un Paese che “cammina”, tu stesso sei spronato a fare sempre meglio. A ottenere risultati sempre più importanti per te e per la comunità a cui appartieni. Una volta tanto sarebbe bello portare in Tv queste storie esemplari e prive di polemiche. L’unica polemica ammessa sarebbe quella di capire modi e mezzi per aiutare sempre di più i nostri giovani».

A proposito di tua moglie Giovanna, alla quale sei legato da tantissimi anni, quali sono i “regali” più belli che ha fatto alla tua vita questo rapporto cosi solido e longevo? Come ti ha cambiato questa storia d’amore?

«L’amore che mi dà e che, illumina tutta la mia vita è un regalo straordinario. Giovanna è una donna allegra. mai di cattivo umore e sempre positiva. Quando ci siamo conosciuti io lo ero molto meno rispetto a lei. Al suo fianco, invece, ho avuto questa spinta costante di vitalità, entusiasmo e buoni propositi. Un insegnamento di vita fondamentale per me e per le nostre figlie».

Tratto da Vero

Marco Liorni conduttore della vita in diretta parla di Cristina Parodi

Affascinante, colto e con un modo di fare da gentleman. Marco Liorni, padrone di casa a La vita in diretta, ha conquistato il cuore del pubblico di Raiuno. Il conduttore romano si racconta al nostro settimanale, tra sfide professionali e “scene” di vita familiare…

Sei al timone de La vita in diretta dal 2011, che cosa ti ha insegnato questa lunga maratona televisiva quotidiana?

«Professionalmente per me questi sono gli anni della maturità, quelli in cui avverti di fare qualcosa che in buona parte ti corrisponde. Mi riferisco alla straordinaria opportunità umana e professionale di poter raccontare le storie delle persone, di trasferire sul piccolo schermo le emozioni che raccogli. Restituire le emozioni della gente in questo programma è ciò che mi appaga di più, perché proprio le emozioni sono il motore del cambiamento. Parlare ogni giorno a un pubblico così vasto è un’enorme responsabilità e al tempo stesso un grande privilegio. Anche per questo prestiamo un’attenzione particolare al modo in cui trattiamo i temi».

«La compassione prima di tutto»

Che Italia ti piacerebbe raccontare nei prossimi mesi?

«Vorrei mostrare un’Italia con più energia e più speranza, ma anche più compassionevole. Un atteggiamento, quest’ultimo, che spero possa essere adottato anche dalla comunità internazionale. La concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi determina numerose iniquità e squilibri sociali, che poi possono sfociare in conflitti».

“Non si deve temere il cambiamento”

Marco Liorni tu hai tre figli: che timori hai per il loro futuro?

Marco Liorni

«La situazione attuale è assai diversa rispetto a quella che ha vissuto la mia generazione, all’epoca era tutto più lineare. Un genitore faceva sacrifici per mandare il figlio a studiare, sapendo che l’investimento in termini di tempo e denaro sarebbe stato ripagato da un lavoro sicuro. Da genitore mi domando tutti i giorni come aiutare i miei figli affinché possano essere il più possibile solidi, curiosi, equilibrati e in contatto con le proprie emozioni».

E quali risposte ti dai Marco Liorni?

«Cerco di far  loro che la vita, specie nell’ultimo periodo, è cambiamento. Il cambiamento spaventa, ma occorre scorgere le opportunità che può offrire. Dobbiamo essere in grado di adattarci ai cambiamenti, di essere resilienti. La resilienza è una qualità che ha sempre contraddistinto gli italiani. Sarebbe troppo semplice mollare tutto e andare all’estero, la vera sfida è restare e lottare ogni giorno per realizzare i propri sogni».

A proposito di cambiamenti, da poco più di un mese il programma, che conduci con Cristina Parodi, va in onda alle 15.30 anziché alle 14.

«Per me e Cristina ora è più semplice concentrarci su un unico segmento. Prima, invece, avevamo una pausa in cui andava in onda Verdetto Finale. Il programma non è più spezzato in due, è più lineare».

Nella prima ora vi “scontrate” con Uomini e donne e

 

 

«La sfida è parecchio impegnativa. Negli ultimi giorni, comunque, abbiamo guadagnato punti di share. Chiaramente gli ascolti sono importanti anche per noi, ma Raiuno ha una vocazione e degli obblighi diversi rispetto alla Tv commerciale».

“Cristina è la mia compagna di banco»

Marco Liorni che compagna di lavoro è Cristina Parodi?

«È la mia adorata “compagna di banco”. Ci confrontiamo. scherziamo, ridiamo. Soprattutto quando si vanta di essere sempre la prima ad arrivare al lavoro. Io, invece, sono in perenne ritardo. Ma cerco di farmi perdonare».

In che modo?

«Appena arrivo mi offro di portarle il caffè ma, ahimè,
c’è sempre qualcuno che mi precede. Quest’anno abbiamo anche uno spazio in trasmissione in cui, seduti l’uno di fronte all’altra, chiacchieriamo sui fatti del giorno esprimendo il nostro punto di vista e confrontandoci. È uno scambio di opinioni davvero stimolante».

Che cosa dicono le tue figlie più piccole, che magari ti vedono in Tv?

«Mi prendono in giro e fanno la mia imitazione. Soprattutto Emma si diverte a camminare e a mettere le mani in un determinato modo come, dice lei, faccio sempre io in trasmissione. Per ovvie ragioni seguono poco La vita in diretta. Però, se hanno finito i compiti e in puntata affrontiamo temi più leggeri, lo vedono anche loro. Ma solo per | prendermi in giro (ride)».

 

Intervista a Marco Liorni che parla della vita in diretta su Vero.